Apima
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Contoterzisti di Verona UNITI PER LAVORARE MEGLIO

Evoluzione

Evoluzione

Con il tempo l’attività si è sviluppata.

Se all’inizio l’associazione portava avanti soprattutto lavori di trebbiatura e motoaratura, oggi gli associati hanno ampliato di molto i loro servizi, svolgendo tutte le fasi della lavorazione: preparazione del terreno, semina, diserbi, raccolta, trasporto dei prodotti e immagazzinamento in azienda. Negli anni precedenti i contoterzisti si occupavano principalmente di seminativi, ma adesso seguono anche la produzione di ortaggi, come pomodori, piselli e barbabietole. Negli ultimi tempi si sono orientati verso la viticoltura, prendendo in mano l’intero processo, dalla potatura della pianta fino alla raccolta dell’uva e al suo trasporto nei centri di raccolta indicati dall’agricoltore; si occupano anche di manutenzione e impianto dei nuovi vigneti. Tutto si svolge in modo meccanizzato, utilizzando le ultime tecnologie e sempre nel rispetto dell’ambiente.

Alcune aziende agricole, anche se poche, hanno iniziato a seguire gli impianti di biogas, perché questi impianti necessitano del trinciato di mais, di cui appunto si occupano i terzisti. Un’altra attività collegata è il trasporto di digestato dall’impianto ai terreni per lo smaltimento e la concimazione, poiché il digestato è considerato un ammendante.

Altri ancora invece hanno diversificato l’attività, conservando una parte agricola e sviluppando una parte industriale. Molte delle macchine che si usano in campagna possono essere impiegate in questo tipo di lavori, quindi diversi motoaratori hanno cominciato a svolgere lavori industriali, come scavi e movimento terra con macchinari specializzati.

Naturalmente con il passare del tempo è cambiato il modo di lavorare. I contoterzisti sono sempre più attenti alle nuove tecnologie dei sistemi, possiedono macchine all’avanguardia; il turnover dei macchinari è molto significativo, perché questo equivale a un minor impatto ambientale per quanto riguarda l’utilizzo del gasolio. Soprattutto la sicurezza dell’operatore è fondamentale e garantita al 100%. Il territorio della provincia veronese è, dal punto di vista della produzione agroalimentare, un’area che mostra trend positivi e rappresenta una grande risorsa in termini occupazionali; allo stesso tempo però è teatro di numerosi incidenti sul lavoro. È per questo che Apima ha voluto dar vita a un progetto per supportare la sicurezza e la prevenzione dei rischi nelle aziende agricole. Tutti i nuovi macchinari prevedono sedili anatomici, cabine con aria condizionata, e molti trattori hanno un monitor per controllare che l’aratro sia sistemato correttamente e la velocità di avanzamento della macchina. Tutti i dipendenti devono partecipare a corsi di formazione sulla sicurezza sul luogo di lavoro, così come i titolari devono seguire i corsi da responsabile del RSPP. Questo è importante non solo per l’associazione ma anche per chi riceve il servizio, sapere che le macchine sono efficienti e guidate da personale qualificato.

«La prevenzione è per noi un aspetto fondamentale. –  afferma il direttore Clemente BallariniLa percentuale di infortuni nel contoterzismo a livello nazionale è già diminuita significativamente per l’utilizzo di macchine all’avanguardia con nuovi dispositivi di sicurezza, frutto di una stretta collaborazione della categoria con le aziende produttrici. Ma si può fare ancora di più».

Per quanto riguarda i servizi forniti, l’associazione si muove a 360 gradi cercando di soddisfare tutte le necessità dell’associato: contabilità, dichiarazione dei redditi, libri paga. Fornisce un’assistenza tipica di uno studio ma anche qualcosa in più, come la collaborazione con un CAA (Centro Assistenza Agricola), il rilascio dei permessi di circolazione per le macchine agricole, l’assistenza sindacale e nella contrattazione, cioè sul tipo di finanziamento da scegliere. Si cura anche il rapporto con il personale delle aziende, attraverso corsi di formazione, così che anche l’operaio possa riconoscere nell’associazione un punto di riferimento. Al di là dei servizi, il rapporto tra gli associati non è asettico, è un rapporto molto personale, di fiducia. Con molte aziende si è instaurato un rapporto famigliare, l’associazione ha visto il susseguirsi delle generazioni.

«Per me questo non è un ufficio ma una famiglia. Conosco molto bene la realtà delle nostre aziende, quando posso mi reco personalmente dagli associati a fare due chiacchiere sulla situazione della ditta», racconta Ballarini.

Clemente Ballarini, direttore di Apima, è entrato a far parte dell’associazione nel 1962 con un contratto di apprendistato e dopo tre anni è stato assunto come impiegato dall’allora direttore Franco Viola. Alla morte di questi nel 1977, a meno di trent’anni si è ritrovato alla guida dell’associazione. Così è iniziata una nuova sfida, con l’aiuto di Arturo Dalla Bernardina e di un gruppo di lavoro capace e preparato. Oggi, come personale dipendente, sono impiegate nove persone fisse e tre collaboratori esterni saltuari. Rispetto a settant’anni fa l’organico è cambiato. In principio erano 530 associati per circa 944 unità di macchinario, mentre adesso sono in numero minore ma con un potenziale molto più alto, circa 300 associati che però superano le mille unità con un fatturato di oltre cento milioni.

Il contoterzismo è un settore importante perchè molte aziende agricole si stanno rendendo conto che non possono sostenere i costi dell’acquisto di determinati macchinari e quindi si devono rivolgere alle imprese agromeccaniche per lo svolgimento di determinati lavori. Tali imprese hanno oggi un grande bacino di utenza, impegnate nei servizi al settore primario per le operazioni di meccanizzazione dei principali processi produttivi agricoli. Basti pensare che il 95% della raccolta dei cereali è fatta da terzisti, e la raccolta dei pomodori è ormai fatta esclusivamente da questi; anche la vendemmiatrice sta diventando una macchina da contoterzisti. In sintesi, il contoterzismo consente alle aziende agricole, delegando le operazioni meccanizzabili del processo produttivo a imprese agromeccaniche specializzate, di operare consistenti risparmi economici ottimizzando l’impiego dei macchinari, inoltre assicura alti livelli tecnico-professionali nell’esecuzione degli interventi.

Secondo il direttore Ballarini, c’è solo un problema: la maggior parte dei contoterzisti ha un passato nell’agricoltura, quindi conosce bene quali possono essere le difficoltà di un’azienda agricola e pertanto sono disposti a “fare da banca” nei confronti delle aziende. In passato c’era l’usanza di riscuotere i pagamenti nel periodo tra dicembre e gennaio, mentre adesso c’è sempre almeno un 30% che resta fuori e che verrà pagato in seguito. «È difficile ma bisogna saper dividere il lavoro da quella che è l’amicizia».

In conclusione si può dire che sono stati settant’anni molto importanti per l’Associazione: ha visto cambiare il mondo, il passaggio dalle prime macchine con le ruote in ferro ai macchinari supertecnologici di oggi. È cambiato il modo di lavorare: si riscontra un desiderio di essere sempre all’avanguardia per rispondere sempre alle nuove esigenze del mondo agricolo e l’APIMA cerca, con competenza e professionalità, di assistere e sostenere gli associati in questo loro cammino.